Archivi Mensili: novembre 2015

Baciarsi sulla bocca

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Secondo uno studio americano pare che non sia opportuno che i genitori bacino sulla bocca i figli. Per quanto ne so, mia mamma non mi hai mai baciato sulla bocca. E nemmeno papà, non gli sarebbe passato per la testa e l’avrebbe in ogni caso trovato “abbastanza” sconveniente.

Nostra nonna ci baciava sulle guance lasciando una striscia di saliva, perciò per me e mia sorella era una gara a non baciare la nonna.

Sui baci non ho saputo altro per molto tempo. In IV ginnasio al liceo D’Azeglio (mia fugace apparizione nella élite culturale di Torino, poi a forza di tre in greco ho scelto un palcoscenico scolatico più abbordabile) un tipo (certo V.), che vantava tre bocciature nel suo palmares, mi ha preso da parte nell’intervallo e mi ha chiesto: “Hai i peli sul pube, Levi? Se non li hai non hai mai baciato alla francese”.

Ora, io portavo ancora i calzoni all’inglese, non conoscevo nessun francese, non avevo la più pallida idea di come costoro si baciassero tra loro. A casa in bagno ho verificato il pube. Forse V., che aveva già un accenno di barba, aveva ragione.

Così, non mi sono più fatto domande. In un’epoca in cui la rete era solo quella della pallavolo, la condivisione dei pensieri era sconosciuta e gli amici erano quelli come V. non era facile districarsi. L’Enciclopedia dei Ragazzi di Mondadori non diceva niente su sta’ faccenda dei baci dei francesi. Avevo capito solo che gli eschimesi si strofinano il naso e questo equivaleva al loro bacio.

Mi sono dato da fare. Ho trovato ben nascosto in libreria La Romana, il capolavoro di Moravia. E lì ho capito. Era la teoria, per la pratica dovevo aspettare, come il sapiente V. aveva pronosticato.

Auguri

io e betti

I compleanni a casa sono sempre stati una festa grande. Mamma ne aveva una concezione hollywoodiana. Una volta avevamo mandato, firmato da me e mia sorella, gli auguri anche alla regina Elisabetta, che dato che è una persona educata ci aveva persino risposto. Su un cartoncino di carta raffinatissima con il logo di Buckingham Palace stampigliato in alto.

La festa cominciava la sera prima con lo spacchettamento dei regali, che erano sempre in adeguato numero. Il 27 novembre per Betti, il 16 febbraio per me, il 17 dicembre per papà e il 30 aprile per mamma. Un giorno prima e di sera perché si potesse godere l’anniversario stando tutti insieme. E spesso discutendo sulla taglia di un pullover che era o troppo piccolo o troppo grande.

Oggi sarebbe stato il compleanno della mia sorellina. Ieri sera avevo un buon numero di pacchi ideali per quelli che sarebbero stati i suoi 60 anni. Ciao Bettì.