“E’ sano e buono, ma non è intelligente”

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Con Bettie al pian di Verra in Val d’Ayas

Quando avevo nove anni una psicologa disse a mia mamma: “E’ un bambino sano e buono, ma non è intelligente”. Mamma già in seconda elementare mi aveva mandato a lezione di matematica. Le tabelline, le divisioni, il nonno ha tre galline va al mercato e tutto il resto. Tiravo a indovinare. La psicologa era un’amica di mamma, era sposata a un democristiano romano che aveva tutto: la villa in collina, l’autista, innumerovoli posti di potere nell’amministrazione pubblica. La psicologa aveva anche tre figlie: una di una bellezza imbarazzante, identica a Froncoise Hardy degli anni Sessanta. Una era studiosa e brutta. E l’altra era inguardabile ma un genio, aveva la mia età, faceva le elementari e avrebbe potuto già stare al liceo.

La psicologa di mamma la domenica pomeriggio mi sottoponeva a dei test, quiz e domande prove pratiche con cubi e triangoli. Mia sorella Elisabetta era esclusa, ma lei stava lì a guardarmi. I test arrivavano dall’America, qui la psicologia era una materia del tutto inesplorata.

Il fatto è che io dovevo risolvere quei dannati quesiti insieme alle figlie della psicologa. La Hardy era fuori dalla gara. In fin dei conti. Ce ne stavamo tutti e tre intorno ad un tavolo, la psicologa con dei fogli e un cronometro. Ci consegnava domande e giochetti e si cominciava. Va detto che per istinto naturale io avrei copiato, ma lei che era furba ci distribuiva i posti che nemmeno Nembo Kid avrebbe visto nulla. La figlia media chiudeva le domande nei tempi stabiliti, la bruttissima con un minutaggio impressionante, io restavo fermo allo start per un quarto d’ora e quando mi avviavo cercavo di far entrare un triangolo in un cubo. Chi l’ha detto che non si può fare?

I 15 minuti erano il tempo massimo, le figlie della psicologa erano già in giardino. Dopo tre domeniche la psicologa aveva esaurito i test e la pazienza. Aveva dimostrato alla mia povera mamma desolata che le sue figlie viaggiavano nella stratosfera e che io avrei dovuto accontentarmi d’infilare un triangolo in un cubo. O da grande diventare democristiano. La mia sorellina mi guardava e ci capivamo. E’ sempre stato così tra noi.

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Una Risposta

  1. […] andava a festeggiare dalla psicologa, amica di mamma. Quella che mi sottoponeva ai test e che aveva detto di me: “E’ un bambino tanto bello quanto buono, ma non è intelligente”. La […]

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